Come investire con la crisi: tutto quello che devi sapere

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Come Investire con la crisi? In altre parole, dove investire in modo tale di minimizzare le perdite anche nelle situazioni finanziarie più gravi?

Si tratta di interrogativi fondamentali, che vengono alla luce in periodi di gravi crisi, come quella che stiamo vivendo ora a causa del corona virus.

Benché ogni crisi finanziaria possa originarsi per i motivi più disparati, i principi su come arginare le perdite sono pressoché universali. Andremo a vederli insieme nel corso di questo articolo.

C’è da dire che l’investitore medio durante un periodo di crisi si fa prendere dalle emozioni. In tali casi, chi cade preda dello sconforto del momento, può agire in maniera azzardata e subire delle gravi perdite. Ma si sa, dove c’è un grande cambiamento, di solito ci sono anche grandi opportunità.

La volatilità dei mercati in questi frangenti, con variazioni giornaliere che possono tranquillamente raggiungere il 10%, può infatti rappresentare, per coloro che sanno quello che fanno, un’occasione unica per ottenere dei grandi guadagni.

Vedremo queste e molte altre considerazioni in questo articolo. Pertanto, direi di non indugiare oltre.

Investire con la crisi: il quadro d’insieme

In questa prima parte andremo ad analizzare insieme le cause che portano ad una crisi finanziaria e quello che succede a livello degli asset: quali sono le classi di investimento che ne soffrono di più e quali invece vengono privilegiate in questi casi?

Ragioni che portano ad una crisi finanziaria

Le cause che portano ad un crollo finanziario possono essere di molteplice natura e nella maggior parte sono imprevedibili.

Quello che, infatti, voglio sottolineare fin dall’inizio è che prevedere un periodo di crisi è difficile, se non impossibile. Ciò che è certo è che prima o poi la crisi arriverà e dovremmo essere pronti a fronteggiarla.

Una delle cause principali che portano ad una crisi finanziaria è dovuta a periodi di grande prosperità, dove il denaro viene prestato facilmente per generare ancora più reddito ed i vari titoli in generale crescono, in una fase di grande espansione economica.

Tuttavia, come si dice spesso, l’economia è ciclica, e ad un periodo di forte crescita, si assiste automaticamente ad uno in cui la leva finanziaria si inverte, ovvero in cui i debiti non riescono ad essere compensati dall’aumento di reddito che deriva dall’avere preso in prestito del denaro.

Questo porta ad una reazione a catena: i debitori, non essendo in grado di generare più reddito come una volta, perdono fiducia agli occhi dei creditori e non ricevono più denaro. La conseguenza è che non riescono a pagare i propri debiti e per questo riducono le loro spese. Tutta l’economia si avvia così in un vortice di grande depressione.

Esempi di crisi di questo tipo li troviamo nella grande depressione del 1929 oppure nella crisi immobiliare del 2008.

Nel corso della storia si è assistito anche a casi in cui le previsioni di crescita di alcune aziende erano così rosee da indurre gli investitori a comprare in modo spassionato le azioni di un determinato settore. Nel 2001 accadde qualcosa di questo genere, nella crisi chiamata bolla dot com.

Nella pratica le azioni del settore tech, gonfiatasi in modo spropositato sotto la spinta di una fiducia incondizionata e priva di qualsiasi fondamento razionale, crollarono di colpo, con riduzioni anche del 1000%.

Una terza ragione per cui si possono avere delle crisi è dovuta all’insorgere di eventi inaspettati, come disastri naturali oppure pandemie, come quella che stiamo vivendo oggi a causa del corona virus.

Questi eventi causano una diminuzione degli scambi commerciali, comportando un blocco dell’economia che viene riflesso in anticipo nel mercato degli investimenti. Danno luogo a periodi di grande paura e apprensione, in cui gli investitori preferiscono vendere tutto e rimanere con la loro liquidità.

Ancora, l’insorgere stesso di guerre e conflitti di vario tipo è fonte di instabilità, che causa sfiducia negli investitori, provocando anche in questo caso una crisi dei mercati.

Queste non erano che alcune delle ragioni principali alla base di una crisi finanziaria. Andiamo ora a vedere gli effetti che tali crisi hanno sul mercato finanziario.

Crollo azionario

L’effetto più evidente, se vogliamo, di una crisi finanziaria è il crollo del mercato azionario. Lo stiamo vedendo fin troppo bene in questa crisi dovuta al corona virus, crisi che son sicuro verrà ricordata nei decenni a venire per la rapidità di discesa dei vari titoli.

Con crolli giornalieri anche del 10%, risulta forse la discesa più rapida della storia del mercato nei tempi moderni. Possiamo vedere qui sotto l’andamento dell’indice NASDAQ100, che racchiude i 100 maggiori titoli dell’indice americano NASDAQ.

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Andamento dell’indice Nasdaq100

Come si può ben notare, nel giro di sole due settimane è stata vanificata la crescita di cinque mesi, ed ancora non siamo in fase di ripresa, tutt’altro.

Quello che voglio evidenziare è che, nel caso di una crisi finanziaria, l’asset class che ne soffre di più è certamente quello azionario, in quanto legato direttamente alla propensione al rischio dell’investitore.

Mano a mano che la paura si instilla negli investitori, comincerà la vendita da panico (in inglese, panic selling). I titoli subiscono pertanto dei crolli considerevoli.

Va da sé che, al fine di essere in grado di resistere a tutte le stagioni della finanza, occorre avere un portafoglio bilanciato, in cui la parte azionaria deve essere bilanciata con asset di diverso tipo. Vediamo degli esempi a riguardo.

Beni rifugio

Quando la crisi incalza e il mercato azionario crolla, gli investitori dirigono le proprie attenzioni e gli acquisti verso i beni rifugio, di cui l’emblema tra tutti è certamente l’oro.

Vediamo la lista completa dei beni rifugio:

  • Oro e altri metalli preziosi
  • Diamanti
  • Opere d’arte
  • Valute come il dollaro americano, lo yen giapponese e il franco svizzero
  • Orologi, monete da collezione e gioielleria
  • Beni immobili

Di seguito possiamo vedere l’andamento dell’oro in questa crisi dovuta al corona virus. Siamo passati in breve tempo da valori di 1400 dollari all’oncia fino a sfiorare i 1700 dollari.

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Andamento dell’oro

Fondamentale è di conseguenza avere nel proprio portafoglio una certa percentuale di oro, per far fronte a periodi come questo. Questo è in grado di compensare in modo parziale o totale il crollo azionario. Ovviamente potrai decidere di aumentare questa percentuale non appena vedi i segni delle crisi. Vedi anche questo articolo su come investire in oro.

Obbligazioni

Tipicamente, accanto ad un crollo azionario, si assiste ad un incremento del valore del compartimento obbligazionario. Tra tutti i tipi di obbligazioni, quelle che riescono a compensare di più sono certamente quelle a 20 anni o più.

Di seguito possiamo vedere l’andamento delle obbligazioni americane 20+.

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Andamento delle obbligazioni americane 20+

C’è da dire, tuttavia, che l’effetto compensatorio delle obbligazioni non è illimitato. Per crisi gravi come questa del corona virus, si può vedere dal grafico che il loro valore dapprima sale, per poi crollare repentinamente. E non è questa la conseguenza di una ripresa economica, anzi.

Questo perché man mano che la crisi continua, le banche centrali (come la Federal Reserve americana o la BCE, la Banca Centrale Europea) tenteranno di favorire l’economia tagliando i tassi di interesse, e con essi i rendimenti delle obbligazioni.

Portato allo stremo, questo processo può comportare anche dei tassi di rendimento negativi. È il caso dei titoli di stato tedeschi. Il loro rendimento ad oggi per la classe a 10 anni è del -0,73%. Ciò significa che se decidi di acquistare dei bund tedeschi, riceverai indietro meno denaro di quello che hai investito.

Come investire con la crisi

Andiamo allora a vedere come investire con la crisi, cercando perlomeno di ridurre le perdite. Lo faremo analizzando due punti di vista: il primo è quello dell’investitore di lungo periodo, mentre l’altro è quello del trader, ovvero di colui che opera tramite operazioni a breve-medio termine.

L’investitore di lungo periodo

Il primo avviso che vorrei dare all’investitore di lungo periodo è che i periodi di crisi, sebbene nell’immediato caratterizzati da crolli considerevoli, dell’ordine anche del 30-40%, sono nella maggior parte dei casi seguiti da una periodo di ripresa, in cui si recupera ciò che è stato perso.

Per cui, in un ottica di lungo periodo, diciamo nell’arco di un decennio, tali eventi devono essere ridimensionati. Fanno semplicemente parte di come funziona l’economia, che alterna periodi di crescita con periodi di calo.

In tal senso, suggerisco di non farsi prendere dalle emozioni e dallo sconforto in questi casi. Di seguito trovi alcuni esempi di crolli in cui è stato recuperato tutto quello che era stato perso in precedenza.

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Ovviamente il tipo di crisi che ha il classico andamento a “V” è quello che ognuno auspicherebbe, ma a volte succede che si ha un periodo più o meno lungo di stagnazione nel fondo della V, che viene ad assumere pertanto una conformazione più a “U”.

Detto ciò, quello che consiglio ad un investitore di lungo periodo può essere riassunto dai seguenti punti:

  • Avere un portafoglio bilanciato, in cui sia presente sia una parte azionaria che obbligazionaria e di materie prime;
  • Non farsi prendere dal panico: tenere le posizioni azionarie;
  • Considerare di acquistare una porzione maggiore di obbligazioni, specialmente quelle 20+;
  • Valutare se occorre aumentare la percentuale di oro e/o altri beni rifugio.

Inoltre, le situazioni di crisi sono ottime opportunità per acquistare delle azioni a basso costo, per cui occorre anche valutare se conviene o meno entrare con nuove posizioni sull’azionario.

Quello che consiglio agli investitori di lungo di periodo, è tuttavia di non investire sulle azioni singole, in quanto sottoposte a maggiore volatilità e quindi a maggiore rischio (specialmente in periodi di crisi), ma di concentrarsi su strumenti che le racchiudano in pacchetti. Un esempio è dato dagli ETF (Exchange Traded Fund)

Una delle migliori piattaforme per acquistare ETF è DeGiro. Clicca sul pulsante qua sotto per maggiori informazioni a riguardo.

Il punto di vista del trader

Dal punto di vista del trading le possibilità, e quindi le opportunità, si ampliano enormemente.

Per prima cosa, quando si va a instaurare un downtrend nei periodi di crisi, il trader ha la possibilità di aprire delle posizioni di vendita (in gergo dette short) per tutto il compartimento azionario e specialmente sugli indici.

Ovviamente, operazioni di questo tipo sono molto più speculative rispetto agli investimenti di lungo termine, ed il rischio aumenta se si decide di aprire delle posizioni short con l’uso della leva.

Ad esempio, qui sotto è riportato del grafico dell’ETF chiamato SQQQ, che replica l’andamento dell’indice americano NASDAQ, solamente con una leva inversa di 3x. Ciò significa nella pratica che se il NASDAQ cala dell’1%, questo ETF sale del 3%. Nel recente crollo dovuto al coronavirus tale titolo ha subito un rialzo quasi del 100%.

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Andamento del titolo SQQQ

Tutte le crisi sono inoltre corredate di un aumento di volatilità e paura dei mercati. Esiste un indice, chiamato VIX, che rappresenta appunto la volatilità del mercato azionario, basandosi sulle opzioni dell’indice americano S&P500.

In questi casi si assiste pertanto ad un incremento del valore del VIX. In questa recente crisi dei primi mesi del 2020, questo titolo ha raggiunto valori superiori di 50, valori che erano stati riscontrati l’ultima volta con la crisi dei subprime del 2008.

Il trader potrà in questi casi decidere di investire sul rialzo del VIX. Esistono degli ETF dedicati, come il VXX riportato qui di seguito. Siamo passati in questo caso da valori di all’incirca 13, fino a quasi 40!

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Andamento del VXX

Per coloro che fossero appassionati di FOREX, ovvero di trading sul tasso di cambio tra le differenti valute, consiglio sicuramente di aprire delle posizioni di vendita (short), che vadano a considerare un rafforzamento dello YEN giapponese, che costituisce uno tra i tanti beni rifugio.

Di seguito è il riportato il grafico USDJPY, che indica il tasso di cambio tra dollaro americano e yen giapponese. Come si può notare, abbiamo avuto un bel rafforzamento del secondo.

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Andamento del cambio USDJPY

Al fine di mettere atto delle operazioni di trading su fronti differenti, una delle piattaforme che ti consiglio di utilizzare è eToro. Ti permette di acquistare titoli facenti parte delle asset class principali: dalle azioni agli ETF, dal FOREX alle criptovalute. Aprire un conto su eToro non costa nulla. Clicca qui sotto per saperne di più in merito.

*Il 68% degli investitori individuali perde denaro facendo trading di CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se puoi permetterti il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.

Ed è tutto per questo articolo su come investire con la crisi. Ricorda prima di tutto la regola fondamentale in questi casi: mai farsi prendere dal panico e dalle emozioni! Potresti perdere l’opportunità di fare degli ottimi guadagni. Ti auguro il meglio per i tuoi investimenti!

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