ETF value: che significa e quali sono i migliori 4 su Borsa Italiana

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etf value

Hai sentito parlare del cosiddetto “value factor” negli investimenti in ETF e vuoi approfondire l’argomento? Sei alla ricerca dei migliori ETF value quotati su Borsa Italiana? Sei nel posto giusto!

In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa sono e come funzionano gli ETF value, che caratteristiche possiedono, quali aziende contengono e se conviene investirci nel 2021.

Inoltre ti mostrerò i migliori ETF value attualmente disponibili su Borsa Italiana e sulle principali borse internazionali, spiegandoti come acquistarli nella pratica tramite i broker Degiro ed eToro, che risultano attualmente i più convenienti per investire in ETF.

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Migliori ETF value su Borsa Italiana

Il value investing ha acquisito grande popolarità nel corso degli anni, quindi di conseguenza sono nati molti ETF di tipo value, ciascuno di essi replicante una tipologia di azioni diversa: small cap, azioni europee, azioni americane, azioni dei paesi emergenti…

Nei paragrafi seguenti, per renderti più facile la scelta, ti riporterò i 4 migliori ETF value acquistabili su Borsa Italiana. Vediamoli insieme.

1. iShares Edge MSCI World Value Factor UCITS ETF

L’iShares Edge MSCI World Value Factor UCITS ETF (ISIN IE00BP3QZB59, Ticker IWVL) è sicuramente il più famoso e diversificato ETF value su cui un investitore europeo possa investire. Lo trovi su Degiro.

etf msci world value

L’indice di riferimento è il celebre MSCI World Enhanced Value, che replica i titoli azionari value dei mercati sviluppati di tutto il mondo. La selezione dei titoli azionari si basa sul fattore valore di tre variabili: prezzo-valore contabile, prezzo-utili attesi e valore aziendale-flusso di cassa operativo. Il peso di ciascun settore all’interno dell’indice è uguale al peso dello stesso all’interno dell’MSCI World.

Il fondo esiste dal 2014 ed è quotato in tutte le principali borse europee, compresa quella di Milano. Ha una capitalizzazione di mercato molto ampia, dei costi di gestione pari allo 0,30% annuo, metodo di replica fisica e politica di accumulazione sui dividendi.

Rappresenta la migliore soluzione per chi desideri approcciarsi alla logica del value investing con un’esposizione geografica globale, limitandosi però alle azioni delle aziende di grandi dimensioni quotate nei paesi sviluppati (restano quindi esclusi i mercati emergenti e le small cap).

2. Xtrackers MSCI World Value Factor UCITS ETF 1C

Principale alternativa all’iShares è l’Xtrackers (ISIN IE00BL25JM42, Ticker XDEV) altro ETF basato sull’indice MSCI World Enhanced Value e quotato in tutte le principali borse europee, tra cui Borsa Italiana.

etf value paesi sviluppati

Il fondo esiste dal 2014, è meno capitalizzato rispetto all’iShares, ma anche i costi di gestione annua sono leggermente più bassi (0,25%). Anche in questo caso il metodo di replica è fisico ed i dividendi vengono reinvestiti automaticamente all’interno del fondo, senza essere distribuiti agli investitori (politica di accumulazione dei dividendi).

Dato che l’indice di riferimento è lo stesso dell’iShares, le performance di questi due strumenti finanziari risultano pressoché identiche. Le aziende su cui investono sono circa 400, con un focus particolare su Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna e poi a seguire Francia, Germania e tutti gli altri paesi sviluppati.

3. iShares Edge MSCI Europe Value Factor UCITS ETF

L’iShares Edge MSCI Europe Value Factor UCITS ETF (ISIN IE00BQN1K901, WKN A12DPP) è invece un ETF più specifico, che investe cioè solamente nelle azioni di tipo “value” europee, secondo l’indice MSCI Europe Enhanced Value.

etf value europe

La selezione dei titoli azionari si basa sul fattore valore di tre variabili: prezzo-valore contabile, prezzo-utili attesi e valore aziendale-flusso di cassa operativo. Il peso di ciascun settore all’interno dell’indice è uguale al peso dello stesso all’interno dell’MSCI Europe.

Questo ETF value esiste dal 2015, ha una capitalizzazione molto elevata, costi annui di gestione pari allo 0,25%, metodo di replica fisica e politica di accumulazione dei dividendi.

Rispetto ai due strumenti finanziari che abbiamo analizzato in precedenza, questo ETF non presenta rischio di cambio con il dollaro, dato che investe solamente in azioni europee (Francia, Germania, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Finlandia, Danimarca…) e del Regno Unito.

4. SPDR MSCI USA Small Cap Value Weighted UCITS ETF

SPDR MSCI USA Small Cap Value Weighted (ISIN IE00BSPLC413, Ticker ZPRV) è un ETF small cap value, che investe in aziende statunitensi di piccole dimensioni e considerate attualmente sottovalutate. I fattori presi in esame per l’analisi fondamentale sono i seguenti: vendite, profitti, entrate di cassa e valore contabile.

etf small cap value usa

Questo ETF è stato lanciato nel 2015 ed ha stentato a crescere fino al 2020, con un pesante crollo in corrispondenza della prima ondata della pandemia di Covid-19. La sua ripresa è stata però eccezionale tra il 2020 ed il 2021 ed il trend positivo sembra non fermarsi.

Il metodo di replica dell’ETF è fisico, la politica sui dividendi è di accumulazione ed i costi annui di gestione sono pari allo 0,30%. Il numero di aziende totali su cui investirai scegliendo questo ETF sono circa 1500, tutte statunitensi e di dimensione relativamente piccola (con una capitalizzazione inferiore a 2 miliardi di dollari).

ETF value borsa americana

A parte gli ETF quotati sulle borse europee, che puoi comodamente acquistare tramite il broker Degiro, ne esistono tantissimi altri quotati sulla borsa americana, e che anche gli investitori europei possono negoziare tramite il broker eToro. Di seguito vediamo alcuni dei principali:

  • Vanguard S&P 500 Value ETF (Ticker VOOV): ETF che investe nelle aziende di tipo value incluse nel celebre indice S&P 500. Si tratta quindi di azioni americane ad elevata capitalizzazione, ma che comunque rispettano i parametri value. I costi di gestione sono solo pari allo 0,10% annuo.
  • Vanguard Value ETF (Ticker VTV): ETF simile al precedente, dato che investe in azioni large cap value americane, ma questa volta selezionate all’interno di un indice diverso (CRSP US Large Cap Value Index). I costi di gestione in questo caso sono pari ad appena lo 0,04% annuo.
  • iShares Russel 2000 Value ETF (Ticker IWN): ETF che replica l’andamento di aziende statunitensi di piccola dimenzione e considerate di tipo value. In particolare vengono prese in esame le aziende value incluse nell’indice Russel 2000, che è il più famoso per quanto riguarda le small cap statunitensi.

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ETF azioni value: cosa sono

Gli ETF value sono dei fondi quotati in borsa che replicano l’andamento di un indice azionario di tipo value, contenente quindi aziende che appaiono attualmente sottovalutate rispetto al loro valore intrinseco, in base a parametri quali prezzo/utili (P/E) e prezzo/valore contabile (P/BV):

  • Il P/E è calcolato come rapporto tra il prezzo corrente del titolo e gli utili per azione della società (si prendono solitamente quelli degli ultimi 12 mesi e si dividono per il numero di azioni in circolazione). Un valore del P/E pari a 15-20 è ritenuto normale; se è superiore indica di norma un titolo sopravvalutato (lo è certamente intorno a 27-30). Valori intorno a 10 o inferiori sono ricercati dagli analisti, perché indicano titoli sottovalutati dal mercato, che potrebbero avere una buona crescita della quotazione.
  • Il P/BV è invece calcolato come rapporto tra il valore di mercato di tutte le azioni di un’azienda ed il loro reale valore contabile (il valore degli asset dell’azienda risultanti dal bilancio). Il valore di mercato di un’azienda, infatti, non corrisponde quasi mai al suo valore contabile: di solito è superiore, soprattutto nel caso di aziende tecnologiche, con grandi prospettive di crescita o molto amate dagli investitori. La forte domanda di azioni di un’azienda da parte degli investitori può infatti gonfiare i prezzi e spingere il rapporto P/BV fino a valori anche superiori a 10 (è il caso ad esempio di Apple o Microsoft).

Quindi gli ETF value tendono ad evitare aziende “sopravvalutate” in base a parametri di analisi fondamentale, investendo invece solo ed esclusivamente in aziende potenzialmente convenienti, con rapporti P/E vicini a 10 e rapporti P/BV vicini ad 1.

In particolare gli indici azionari value (e quindi gli ETF value basati su tali indici) automatizzano il processo di investimento in azioni value: selezionano e acquistano in base a parametri fissati in precedenza le aziende più sottovalutate e rimuovono invece dal portafoglio quelle che nel frattempo sono tornate ad una valutazione di mercato più elevata.

Acquistando un ETF value, l’investitore può quindi avere la sicurezza di detenere sempre nel proprio portafoglio delle aziende di tipo value, senza dover effettuare in prima persona noiose analisi e senza la necessità di monitorare continuamente il mercato. L’elevata diversificazione degli ETF aiuta inoltre a diminuire il rischio specifico di investire in aziende singole.

ETF value vs ETF growth

Quella del value investing è una filosofia di investimento che consiste nella ricerca del valore intrinseco nelle aziende, e si basa sul presupposto che azioni attualmente “sottovalutate” dovranno prima o poi aumentare di prezzo, facendo guadagnare l’investitore che le ha acquistate al momento giusto.

Le value stocks, oltre ad essere “a buon mercato”, presentano però moderate prospettive di crescita future, in quanto di solito si tratta di aziende con un business già stabile e maturo, da cui non ci si aspettano grandi sorprese positive negli anni a venire. Questo non significa che gli utili delle aziende di tipo value non possano crescere ancora, ma di sicuro lo faranno ad un ritmo più lento rispetto a quelli delle cosiddette “growth stocks”, che rappresentano la categoria opposta.

Celebri esempi di aziende di tipo value, e che sicuramente troverai all’interno degli ETF value investendo nell’anno 2021, sono i seguenti: Intel, At&T, Toyota, British American Tobaco, Hitachi, Novartis, Siemens, Sanofi, Bayer, Daimler e BNP Paribas.

Filosofia opposta a quella del value investing è appunto quella del growth investing, che punta ad aziende dai valori contabili peggiori, ma caratterizzate da prospettive di crescita degli utili molto più rosee. La logica adottata dagli investitori “growth” è che le aziende migliori, più innovative e più promettenti continueranno a crescere sempre più velocemente. Quindi non importa se attualmente risultano sopravvalutate: tra qualche anno potranno esserlo ancora di più, oppure gli utili potranno essere cresciuti così tanto da giustificare una valutazione ancora più elevata rispetto a quella attuale.

Le growth stock solitamente sono aziende tecnologiche, che non fanno molti utili e che non distribuiscono quasi mai dividendi, dato che reinvestono tutto nel business per crescere a ritmi sempre più veloci. Sono sicuramente molto rischiose, dato che la loro valutazione di mercato così elevata dipende da una crescita attesa degli utili eccezionale. Se questa crescita non dovesse realizzarsi nel futuro, il prezzo delle azioni crollerebbe.

Celebri esempi di aziende di tipo growth nel 2021 sono Apple, Microsoft, Tesla, Amazon, Facebook, Google, Visa, Mastercard e Nvidia. Insomma. Attualmente, quasi tutte le azioni americane incluse nell’indice Nasdaq 100 sono considerate di tipo growth, quindi per seguire tale logica di investimento è sufficiente acquistare un ETF sul Nasdaq.

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