ETF India: come funzionano e quali sono i migliori su Borsa Italiana

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Stai cercando informazioni sui migliori ETF India disponibili su Borsa Italiana, oppure su quella americana? Sei capitato nel posto giusto!

In questo articolo vedremo nel dettaglio come funzionano gli ETF sull’India, su quali indici di mercato si basano, quali sono le più grandi aziende in essi contenute e quali sono le loro performance passate e previste per i prossimi anni.

Inoltre, ti mostrerò i migliori ETF India attualmente negoziabili sulle varie borse europee e mondiali, e come acquistarli nella pratica grazie ai broker online Degiro o eToro, che sono gli stessi che uso io per il mio portafoglio ETF.

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ETF India: i migliori su Borsa Italiana

Vediamo subito qui di seguito i 3 migliori ETF India acquistabili su Borsa Italiana, o sulle principali borse europee. In tutti e 3 i casi si tratta di ETF UCITS, ovvero armonizzati.

ETF Lyxor MSCI India

Il Lyxor MSCI India UCITS ETF, con codice ISIN FR0010361683 e Ticker INDI, è sicuramente il più popolare tra gli ETF che replicano il mercato azionario indiano quotati su Borsa Italiana.

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Lanciato nel 2006, il fondo è ben ampio, con quasi 600 milioni di euro di capitalizzazione. Si tratta di un ETF ad accumulazione, quindi non c’è distribuzione periodica dei dividendi, dato che questi vengono utilizzati per incrementare progressivamente il valore del fondo e del tuo investimento.

La replica è sintetica (unfunded swap) e l’indice preso in considerazione è l’MSCI India, che traccia l’andamento dei principali titoli azionari indiani, per la precisione 86 aziende.

Nonostante i costi annuali di gestione un po’ elevati (0,85%), che comunque sono in linea con gli altri strumenti di questo tipo, L’ETF Lyxor India attualmente è a mio avviso il mezzo migliore per investire nel mercato azionario indiano.

L’ETF è quotato in euro su Borsa Italiana e anche sulla borsa francese (Euronext Paris). Puoi acquistarlo su entrambe le borse tramite il broker online Degiro, che è il migliore sotto il punto di vista delle commissioni. Addirittura se acquisti il Lyxor India su Euronext Paris con Degiro non pagherai alcuna commissione, dato che il broker in tal caso lo offre gratuitamente. Clicca qui per scoprire la promozione.

Xtrackers Nifty 50 Swap

L’Xtrackers Nifty 50 Swap UCITS ETF 1C, con codice ISIN LU0292109690 e Ticker XNIF, è un altro ETF India di ottima qualità, ma basato su un indice diverso rispetto al precedente. Il Nifty 50 replica infatti le top 50 aziende appartenenti a 22 settori dell’economia indiana.

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Il fondo è attivo dal 2007 ed ha un patrimonio in gestione di poco superiore ai 100 milioni di euro. I costi annuali di gestione sono pari allo 0,85%, la replica è sintetica (unfunded swap) e la politica sui dividendi è di accumulazione.

L’ETF è quotato su Borsa Italiana e sulle principali borse valori europee. Puoi comodamente acquistarlo online tramite il broker Degiro, pagando 2 euro di commissioni fisse, più un variabile dello 0,03%. Per un acquisto di 1000 euro ad esempio, pagheresti 2,30 euro di commissioni. Lo trovi qui.

Xtrackers MSCI India Swap

L’Xtrackers MSCI India Swap UCITS ETF 1C, con ISIN LU0514695187, è il terzo ETF sull’India di cui ti voglio parlare. Come il Lyxor, anche questo ETF è basato sull’indice MSCI India ed è quotato sulle principali borse europee.

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Il fondo è stato creato nel 2010 ed è più piccolo degli altri che abbiamo analizzato in precedenza, dato che gestisce un patrimonio pari a 65 mln di Euro. In compenso ha un costo di gestione leggermente inferiore, pari allo 0,75% annuo. La politica sui dividendi è di accumulazione, il metodo di replica è sintetico.

Questo ETF è acquistabile tramite Degiro (lo trovi qui), ma anche tramite eToro (lo trovi qui). Su eToro puoi puoi negoziarlo con il conto reale, ma anche con il conto demo gratuito, se inizialmente vuoi esercitarti con gli investimenti e col trading senza mettere a rischio soldi reali. Puoi aprire un conto demo cliccando qui.

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ETF India: caratteristiche e funzionamento

Gli ETF (exchange-traded fund) sono dei fondi di investimento a gestione passiva, che hanno la finalità di replicare un indice di riferimento e che sono quotati in borsa con le stesse modalità di azioni ed obbligazioni.

Esistono ETF a replica fisica, che acquistano in modo diretto le azioni contenute nell’indice, ed ETF a replica sintetica, che si servono invece di contratti SWAP per garantire un rendimento uguale a quello dell’indice.

Per quanto riguarda i dividendi, questi possono essere distribuiti agli investitori, oppure reinvestiti nel fondo stesso. Quest’ultima opzione (politica di accumulazione) è più adatta per chi investe per il lungo periodo, dato che è possibile sfruttare l’interesse composto in proprio favore.

In generale gli ETF rappresentano un ottimo metodo per investire nel mercato azionario, dato che garantiscono un elevato livello di diversificazione e di liquidità a costi bassissimi. Permettono inoltre di investire in settori o Paesi specifici in modo rapido ed efficiente, anche quando le aziende quotate in quel Paese o appartenenti a quel settore risultano poco popolari o difficili da reperire in borsa (è proprio il caso delle aziende indiane).

Gli ETF India sono dei fondi che replicano l’andamento di un indice di borsa indiana come il Nifty 50 e l’MSCI India. Vediamo più da vicino alcune caratteristiche dei due indici:

  • Nifty 50 – è un indice composto dalle maggiori 50 aziende indiane appartenenti a 22 settori. Il settore più rappresentato è quello dei servizi finanziari, che pesa per oltre il 35%, seguito dal comparto IT e da quello energetico, rispettivamente con un peso del 17% e 15%. Le principali 10 aziende hanno un peso complessivo del 62%, quindi abbiamo a che fare con un indice poco diversificato.
  • MSCI India – è un indice composto da 86 aziende, quindi maggiormente diversificato. I servizi finanziari restano il settore principale, ma il peso è in questo caso limitato al 23%. Seguono il comparto IT con il 19% e quello energetico con il 17%. Le prime 10 società hanno un peso cumulato di poco superiore al 50%.
etf borsa indiana

Ora che conosciamo gli indici che replicano il mercato azionario indiano, non ci resta che scoprire quali sono le principali aziende che possiamo trovare all’interno di un ETF India:

  • Reliance Industries – è la più grande compagnia privata indiana, componente principale di entrambi gli indici MSCI India e Nifty 50. Produce un grande assortimento di prodotti petroliferi e petrolchimici, fibre e prodotti per la tessitura e anche vestiario.
  • HDFC Bank – società indiana di servizi bancari e finanziari con sede a Mumbai. Ha una base di oltre 100 mila dipendenti ed è la più grande banca in India per asset gestiti e per capitalizzazione di mercato.
  • Infosys – impresa di servizi informatici con sede a Bangalore. Infosys è una delle più grandi compagnie informatiche in India con oltre 110 mila dipendenti, uffici in 22 stati e centri di ricerca e sviluppo in India, Cina, Australia, Regno Unito, Canada e Giappone.
  • Tata – è uno dei maggiori gruppi industriali indiani con sede a Mumbai e con una lunga storia industriale nei più svariati settori produttivi: dall’acciaio alle auto, dalla salute alla finanza, dalla difesa al fast-food sino alla telefonia.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è quello valutario. Dato che le aziende indiane hanno un valore di mercato espresso in rupia, anche gli ETF sull’India risultano automaticamente esposti al rischio di cambio tra euro e rupia indiana.

Non importa il fatto che la valuta ufficiale in cui è espresso l’ETF è l’euro o il dollaro: in ogni caso sarai esposto al rischio valutario dato che il sottostante del tuo investimento è espresso in rupia. Questo significa che quando la rupiao si rafforza sull’euro, ottieni un guadagno. Quando invece l’euro si rafforza sulla rupia, sostieni una perdita, e il valore dell’ETF diminuisce.

Conviene investire in ETF India?

Parliamo ora della convenienza o meno di investire in ETF India nel 2020 e nel 2021. Quali sono le prospettive di crescita del mercato azionario indiano? E come sono gli attuali livelli di prezzo degli ETF?

L’India è il secondo stato più popolato al mondo dopo la Cina, e insieme ad essa rientra tra le nazioni col più rapido tasso di crescita annuale del PIL. La sua economia è infatti in forte espansione da diversi anni, facendola rientrare a pieno diritto tra i più interessanti mercati emergenti su cui investire.

L’economia indiana ad oggi è trainata dalla produzione industriale e dalle esportazioni, ma anche il settore terziario riveste un ruolo chiave per la crescita del paese, sia per quanto riguarda i servizi finanziari, sia per quelli tecnologici.

Le importanti tecnologie informatiche sviluppate, l’utilizzo della lingua inglese e l’elevata specializzazione del capitale umano hanno reso possibile un vero e proprio miracolo per l’India, che si è affermata come uno dei principali paesi al mondo per la fornitura di servizi tecnologici e di outsourcing.

Per intenderci, anche a causa del basso costo del lavoro, sono sempre di più le aziende e le multinazionali del mondo occidentale che si affidano a imprese indiane per la contabilità, lo sviluppo di software, il customer care e la produzione di materiale commerciale. Il trend è solo destinato a crescere.

Tuttavia c’è da tenere presente che una parte considerevole della popolazione vive ancora di agricoltura, ed in condizioni di semi-povertà. Lo sviluppo del paese è costantemente rallentato da infrastrutture insufficienti, dalla stagnazione del settore agricolo, da conflitti interni e dall’instabilità sociale. Per velocizzare ulteriormente la crescita e raggiungere la Cina, il governo indiano dovrà risolvere tali problemi.

conviene investire in etf india

Inoltre la rupia non rientra sicuramente tra le monete forti e stabili, dato che negli ultimi anni si è fortemente svalutata nei confronti dell’euro (se nel 2015 un euro valeva circa 70 rupie, ad oggi ne vale 87).

Spostando ora lo sguardo sui mercati finanziari, possiamo notare che gli ETF sull’India hanno subito una crescita eccezionale negli ultimi anni: dal 2005 ad oggi l’indice MSCI India, pur con una maggiore volatilità, ha battuto sia il più ampio MSCI Emerging Markets, sia l’MSCI ACWI IMI.

Dopo un enorme crollo legato allo scoppio della pandemia di Covid-19, l’indice è in forte ripresa, ma non è ancora tornato sui massimi, facendoci ritenere probabili ulteriori aumenti nel breve e nel medio periodo.

Qui sotto puoi vedere a confronto i grafici degli indici MSCI India, MSCI Emerging Markets e MSCI ACWI IMI, con il prospetto dei rendimenti annuali di ciascuno di essi tra il 2006 ed il 2019.

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Dal lato dell’analisi fondamentale gli ETF India risultano leggermente sopravvalutati rispetto agli altri mercati emergenti, con un rapporto prezzo/utili pari a 23 ed un rapporto prezzo/valore contabile pari a 2,89. Questo è in parte giustificato dall’enorme crescita attesa degli utili a lungo termine.

In conclusione, potrebbe valere la pena investire in ETF India in questa fase storica per ricercare rendimenti superiori a quelli medi di mercato, ma a fronte di un rischio elevato, e di un’elevata volatilità.

Ricordati sempre di non esagerare con la percentuale del tuo portafoglio che dedichi ai paesi emergenti, dato che investire nelle economie sviluppate risulta un’opzione di certo più sicura.

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