ETF emerging markets: i migliori 8 sull’azionario paesi emergenti

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ETF emerging markets

Gli ETF azionari paesi emergenti sono dei fondi quotati in borsa che investono in azioni di società operanti in paesi in via di sviluppo come la Cina, l’India, il Brasile, la Russia, il Messico, la Tailandia o il Sud Africa.

Le economie di questi paesi sono attualmente in forte crescita, e nei prossimi anni ci si attende che il trend possa continuare. Per un investitore che vuole beneficiare di tale crescita, l’opzione più sicura e ragionevole è proprio quella di acquistare un ETF azionario emerging market, grazie all’elevata diversificazione, ai bassi costi e al buon rendimento atteso che tali strumenti finanziari promettono.

Leggi anche: ETF obbligazionari paesi emergenti

In questo articolo vedremo quali sono i migliori ETF sui mercati emergenti disponibili per un investitore italiano, sulla borsa di Milano e non soltanto. Ti spiegherò inoltre quale porzione del proprio portafoglio sarebbe giusto dedicare a tali ETF, e come acquistarli nella pratica grazie ai broker online Degiro o eToro.

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8 migliori ETF paesi emergenti

Gli ETF sui paesi emergenti possono essere anche molto differenti tra di loro: tutto dipende dalle caratteristiche del fondo stesso, ma anche e soprattutto dalle azioni e dai paesi inclusi nell’indice replicato. Gli indici azionari emerging markets più famosi sono sicuramente il FTSE Emerging Markets, e tutta la famiglia degli MSCI Emerging Markets.

Vediamo allora 8 ETF emerging markets molto interessanti, e scopriamo le loro caratteristiche e le loro differenze principali.

1) Amundi MSCI Emerging Markets UCITS ETF EUR (C)

L’Amundi MSCI Emerging Markets, identificato dal codice ISIN LU1681045370, è senz’altro uno dei migliori ETF azionari sui mercati emergenti per diverse ragioni.

Innanzitutto una singola quota di questo ETF ha un prezzo inferiore ai 5 euro, rendendo l’investimento molto comodo e flessibile anche per i piccoli risparmiatori. Inoltre, su Degiro è acquistabile senza commissioni presso la borsa Euronext Paris (EPA).

Il fondo è molto grande (circa 2,2 miliardi di euro), la replica è sintetica (unfunded swap) ed i costi annuali di gestione sono pari allo 0,20% del capitale investito.

Si tratta di un ETF ad accumulazione dei dividendi, ovvero tutti gli eventuali dividendi non vengono distribuiti all’investitore ma reinvestiti nel fondo stesso, aumentando l’effetto dell’interesse composto nel lungo periodo.

L’indice replicato – MSCI Emerging Markets – segue i titoli azionari di 26 paesi emergenti. Con oltre 1400 componenti, l’indice copre circa l’85% del flottante aggiustato della capitalizzazione di mercato di ciascuna nazione.

La principale nazione all’interno dell’indice MSCI Emerging Markets è la Cina con un peso del 30% seguita dal Taiwan (16%), dalla Corea del Sud (13%) e dall’India (13%). I principali settori sono quello tecnologico (21%), quello finanziario (21%) e quello dei beni ciclici di consumo (12%).

2) iShares Core MSCI Emerging Markets IMI UCITS ETF (Acc)

Questo secondo ETF, con codice ISIN IE00BKM4GZ66, è di gran lunga il più ampio, diversificato, conosciuto ed utilizzato tra tutti i fondi passivi che investono in azioni dei paesi emergenti. Con una capitalizzazione di oltre 15 miliardi di euro, un metodo di replica fisica ed un costo annuo di gestione dello 0,18%, rappresenta la miglior scelta possibile per la maggior parte degli investitori interessati agli emerging markets.

L’Indice MSCI Emerging Markets Investable Market (IMI), a differenza del normale MSCI Emerging Markets, include al suo interno anche le società a bassa capitalizzazione (small caps) e riesce quindi a replicare fedelmente la totalità del mercato azionario dei paesi emergenti (circa 3000 titoli azionari totali).

L’ETF è ad accumulazione dei dividendi, ed è possibile acquistarlo su tutte le borse europee tramite il broker Degiro. Anche in questo caso si tratta di un ETF senza commissioni, se lo acquisti con Degiro presso la borsa Euronext Amsterdam.

3) Vanguard FTSE Emerging Markets UCITS ETF Distributing

Questo terzo ETF sui paesi emergenti, con ISIN IE00B3VVMM84, a differenza dei primi due non prevede il reinvestimento dei dividendi, dato che opta per una distribuzione periodica degli stessi agli investitori, su base trimestrale. Risulta quindi ottimo per chi vuole ottenere una rendita costante dal proprio investimento.

Anche l’indice preso in considerazione è diverso, dato che in questo caso non abbiamo a che fare con la famiglia degli MSCI Emerging Markets, ma con il FTSE Emerging Markets, che comunque replica aziende ad elevata e media capitalizzazione nei mercati emergenti, ed include circa 1900 componenti.

Il fondo è molto grande (circa 2 miliardi di euro), la replica è fisica ed il costo annuo di gestione è dello 0,22%. É possibile acquistare l’ETF tramite Degiro, anche su Borsa Italiana.

4) SPDR S&P Emerging Markets Dividend Aristocrats UCITS ETF (Dist)

Mantenendo il nostro focus sui dividendi, passiamo ora ad analizzare un ETF più di nicchia, ma non per questo meno interessante: l’SPDR S&P Emerging Markets Dividend Aristocrats, ISIN IE00B6YX5B26.

L’indice S&P Emerging Markets High Yield Dividend Aristocrats replica la performance di società ad alto rendimento da dividendi all’interno dell’indice S&P Emerging Plus LargeMidCap che hanno aumentato o mantenuto costanti i dividendi per almeno cinque anni consecutivi.

Il fondo ha un capitale di circa 100 milioni di euro, ma esiste già da 10 anni. La replicazione è fisica ed i costi di gestione annui sono pari allo 0,55%. La distribuzione dei dividendi avviene con cadenza semestrale, e lo yield di distribuzione è molto elevato (pari al 3,33%).

Anche in questo caso, l’ETF è acquistabile su Borsa Italiana tramite Degiro.

5) iShares Edge MSCI EM Minimum Volatility UCITS ETF

L’indice MSCI Emerging Markets Minimum Volatility punta a replicare le performance di un insieme di società selezionate dei mercati emergenti che presentano caratteristiche di volatilità inferiore rispetto ai mercati azionari emergenti più ampi.

Da tale ETF (ISIN IE00B8KGV557), composto da oltre 300 titoli, ci si può dunque attendere una volatilità di breve periodo inferiore rispetto a quella degli altri ETF presentati sopra.

Non ci si può aspettare miracoli, dato che un investimento nell’azionario dei mercati emergenti implica necessariamente un elevato livello di volatilità, a fronte di un buon rendimento atteso. Tuttavia grazie a questo ETF è possibile trovare un buon compromesso. Lo consiglio ad investitori più avversi al rischio.

6) SPDR MSCI EM Asia UCITS ETF

Per chi vuole investire nei mercati emergenti limitandosi però solamente al continente asiatico, c’è l’SPDR MSCI EM Asia (ISIN IE00B466KX20), che replica le azioni ad elevata e media capitalizzazione di Cina, Taiwan, Corea, India, Tailandia, Indonesia, Malesia e Filippine.

L’ETF è molto grande (circa 1 miliardo di euro), ha un costo annuo dello 0,55%, ed è caratterizzato da metodo di replica fisica e accumulazione dei dividendi. Le aziende che fanno parte del fondo sono più di 1000, e la Cina pesa per oltre il 40%

Puoi acquistarlo tramite Degiro anche sulla borsa di Milano.

7) Amundi MSCI Emerging Markets Latin America UCITS ETF EUR (C)

Per chi invece vuole investire nei mercati emergenti limitandosi però solamente al continente sud-americano, c’è invece l’Amundi MSCI Emerging Markets Latin America (ISIN LU1681045024), che replica le azioni ad elevata e media capitalizzazione di Brasile, Messico, Cile, Colombia, Argentina e Perù.

L’ETF ha una dimensione di circa 300 milioni di euro, un costo dello 0,20% annuo, ed è caratterizzato da metodo di replica sintetica e accumulazione dei dividendi. Le aziende che fanno parte del fondo sono circa 100, ed il Brasile pesa poco più del 60% del totale.

Puoi acquistarlo tramite il broker Degiro sulle principali borse europee.

8) iShares BRIC 50 UCITS ETF

Per concludere vediamo un altro ETF molto interessante sui paesi emergenti: l’iShares BRIC 50 (ISIN IE00B1W57M07). L’indice FTSE BRIC 50 replica i 50 titoli azionari più grandi dei paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e risulta molto popolare tra gli investitori.

Il fondo è di media dimensione (130 milioni di euro), ha un costo dello 0,74% annuo, ed è caratterizzato da metodo di replica fisica e distribuzione semestrale dei dividendi.

E’ possibile acquistare l’ETF tramite Degiro su diverse borse (tra cui Borsa Italiana), ma ti consiglio di acquistarlo sulla borsa Euronext Amsterdam (EMA) dato che lì è scambiabile senza commissioni.

ETF azionari paesi emergenti: convengono?

Gli ETF emerging markets sono molto promettenti, dato che le economie e le aziende di questi paesi offrono prospettive di crescita davvero eccezionali, ma allo stesso tempo sono molto rischiosi e volatili, ancor più degli ETF azionari europei o statunitensi.

Ad esempio, durante il crollo dell’azionario subito tra febbraio e aprile del 2020, ad inizio della pandemia di Covid-19, tutti e 8 gli ETF analizzati in questo articolo hanno subito una perdita compresa tra il 20% ed il 45%. Alcuni ETF si sono difesi un po’ meglio, come il minimum volatility, mentre altri sono letteralmente sprofondati.

Nel 2021 invece, la crescita di tutti gli ETF sui paesi emergenti è stata eccezionale, arrivando a superare quasi in tutti i casi i massimi storici toccati nel 2020.

I primi mesi del 2022, a causa dello scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina, sono stati particolarmente turbolenti, ma non hanno compromesso di molto i rialzi del 2021.

In generale, dedicare una parte del proprio portafoglio di investimento ai mercati emergenti è sicuramente una decisione saggia, che può dare ottimi risultati nel lungo periodo, anche perché le azioni degli emerging markets sono attualmente meno sopravvalutate di quelle americane ed europee.

Tuttavia, è bene diversificare anche con altri ETF azionari, ETF obbligazionari, immobiliari e su materie prime (ad esempio sull’oro). Inoltre, l’ottica di investimento deve essere sempre di lungo periodo, perché nel breve si può andare incontro a delusioni e perdite anche significative.

ETF emerging markets: come e dove acquistarli

Abbiamo visto la lista dei migliori ETF emerging markets, con tutte le loro caratteristiche principali. Per iniziare a creare il tuo portafoglio di investimenti, ed acquistare nella pratica uno di questi ETF, ti basterà nell’ordine:

  • aprire un conto gratuito su Degiro (ci vogliono 5 minuti);
  • inviare dei soldi sul tuo conto online;
  • copiare il codice ISIN dell’ETF che ti interessa;
  • incollare l’ISIN sulla barra di ricerca di Degiro;
  • scegliere la borsa sulla quale si vuole acquistare l’ETF;
  • scegliere il numero di quote che si vogliono acquistare / l’importo da investire;
  • piazzare il tuo ordine.

Non c’è davvero nulla di complicato in tutta la procedura, e Degiro è a mio avviso il miglior broker online per un investitore europeo interessato a crearsi un portafoglio di investimenti composto da azioni ed ETF. In alternativa a Degiro, puoi usare eToro, che offre anche il conto demo gratuito da 100 mila dollari.

MIGLIORI BROKER PER COMPRARE ETF
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