ETF a distribuzione e ad accumulazione: le differenze

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etf a distribuzione

Quali sono le differenze tra gli ETF a distribuzione e gli ETF ad accumulazione? Su quali è meglio investire?

Gli ETF (exchange-traded fund) sono dei fondi di investimento a gestione passiva, che hanno la finalità di replicare un indice di riferimento e che sono quotati in borsa con le stesse modalità di azioni ed obbligazioni.

Effettuando una ricerca all’interno del tuo broker online, oppure in un qualunque sito o blog dedicato agli ETF, avrai notato che la denominazione di tali strumenti finanziari termina sempre con una sigla tra parentesi, che può essere (Acc) oppure (Dist).

Con la sigla (Acc) si fa riferimento agli ETF ad accumulo, mentre con la sigla (Dist) si fa riferimento agli ETF a distribuzione. Ma cosa significa nella pratica?

Nel presente articolo ti spiegherò una volta per tutte le differenze tra gli ETF ad accumulazione e gli ETF a distribuzione, ed i vantaggi di ciascuna delle due categorie.

Qui di seguito invece trovi uno schema riassuntivo dei migliori broker per comprare ETF:

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ETF a distribuzione: cosa sono e come funzionano

I gestori di un ETF che investe in alcune società e riceve dei dividendi dalle stesse, possono decidere di distribuire tali dividendi agli investitori finali, oppure trattenerli e reinvestirli nel fondo.

Nel caso di ETF obbligazionari il discorso è lo stesso: i gestori del fondo possono decidere se distribuire o reinvestire le cedole periodiche provenienti dalle obbligazioni possedute.

Se i dividendi o le cedole vengono distribuiti periodicamente all’investitore finale, abbiamo a che fare con un ETF a distribuzione. Ma qual è l’impatto per gli investitori?

etf distribuzione

Come prima cosa, la distribuzione comporta un afflusso di denaro periodico sul conto dell’investitore, e quindi una rendita passiva derivante dal proprio investimento.

Se ad esempio possiedi 1000 euro dell’ETF iShares MSCI World UCITS ETF (Dist), che distribuisce trimestralmente i dividendi e attualmente ha un distribution yield pari all’incirca all’1,76%, potresti prevedere di ricevere sul tuo conto all’incirca 17,6 euro di dividendi nel corso dell’anno, suddivisi in 4 pagamenti trimestrali da 4,4 euro.

Purtroppo gli importi sopra menzionati sono lordi, e quindi nella pratica i soldi che resteranno nelle tue tasche saranno di meno (alcuni potrebbero essere trattenuti dal tuo broker online, mentre altri potresti doverli pagare tu in un secondo momento come tasse, quando farai la dichiarazione dei redditi).

Il vantaggio di un ETF a distribuzione è piuttosto evidente: potrai disporre liberamente dei dividendi ricevuti e utilizzarli nella maniera che più preferisci, ad esempio facendoci una bella vacanza o pagandoci l’affitto. Si tratta di un’entrata totalmente passiva, ed è un esempio perfetto di come far lavorare i tuoi soldi per te.

Gli ETF obbligazionari high yield, gli ETF immobiliari e diverse categorie di ETF azionari arrivano anche ad un distribution yield pari al 5%, che con un buon capitale investito (dai 100 mila euro in su) può iniziare a rappresentare una fonte di rendita passiva davvero interessante, in grado di coprire una buona parte delle spese mensili e contribuendo a raggiungere la tanto agognata libertà finanziaria.

Lo svantaggio di un ETF a distribuzione è che non è efficiente da un punto di vista fiscale, dato che ogni volta che ricevi i dividendi devi pagarci le tasse. Inoltre, utilizzare quei soldi invece che reinvestirli, fa sì che il tuo capitale cresca nel tempo più lentamente.

Se poi deciderai di reinvestire in ETF i dividendi ricevuti, dovrai pagare delle commissioni al tuo broker online per l’operazione effettuata. Queste commissioni andranno ovviamente ad erodere il tuo profitto nel lungo periodo.

In generale, tenendo in considerazione tasse e commissioni, gli ETF a distribuzione hanno dei costi maggiori rispetto agli ETF ad accumulazione.

ETF ad accumulazione: cosa sono e come funzionano

Gli ETF ad accumulazione (o ad accumulo) si comportano invece in modo opposto: ogni volta che arriva un dividendo o una cedola, i gestori del fondo reinvestono quei soldi in automatico nello stesso sottostante (e nelle stesse proporzioni) aumentando quindi anche il valore delle quote possedute dagli investitori dell’ETF.

Il tuo guadagno, in questo caso, è rappresentato dall’aumento del valore totale dell’ETF su cui stai investendo, senza però che tu riceva periodicamente nulla sul tuo conto.

etf ad accumulazione

Il vantaggio principale di un ETF ad accumulazione è che non dovrai pagare alcuna tassa sui dividendi, dato che questi verranno automaticamente reinvestiti nel fondo senza transitare sul tuo conto.

In base alla legislazione fiscale italiana (lo stesso vale anche per la maggior parte degli altri Paesi del mondo) le tasse sugli ETF devono essere pagate solo se ti viene distribuito un dividendo, oppure se vendi le tue quote del fondo ad un prezzo più elevato rispetto a quello di acquisto.

Nel caso di un ETF ad accumulazione, andrai quindi a pagare le tasse solo in un futuro lontano, quando deciderai di vendere le tue quote. Potresti pensare che alla fine il risultato sia lo stesso: pagare le tasse un po’ per volta, oppure tutte alla fine, ma invece non è per niente così.

Le tasse che avresti dovuto pagare sui dividendi (se questi fossero stati distribuiti sul tuo conto) resteranno in pancia all’ETF, e continueranno a loro volta a generare altri dividendi per te (su cui non pagherai alcuna tassa fin quando non venderai le tue quote dell’ETF).

Come vedi, si tratta di un meccanismo molto più efficiente da un punto di vista fiscale, che ti permette di aumentare enormemente il tuo capitale nel lungo periodo, grazie all’interesse composto.

Lo svantaggio degli ETF ad accumulazione è che tu non ricevi dei dividendi regolarmente, ma i tuoi soldi sono vincolati all’interno dello stesso ETF per un periodo di tempo più o meno lungo, fino a quando non deciderai di vendere la tua quota di ETF.

Non potrai sfruttare i soldi guadagnati per investirli in altre attività o spenderli, ma dovrai necessariamente tenerli legati all’ETF ad accumulazione che hai comprato.

ETF ad accumulo e a distribuzione: quale scegliere

Ma allora su quale tipologia di ETF si dovrebbe investire? Meglio accumulazione o distribuzione? In fin dei conti tutto dipende dalla tua età, e da quelli che sono i tuoi obiettivi finanziari.

Per un investitore giovane, che vuole effettuare un piano di accumulo del capitale (PAC) grazie agli ETF e investe per il lungo periodo, senza ombra di dubbio gli ETF ad accumulazione rappresentano un’opzione più efficiente da un punto di vista fiscale e strategico.

Non avrebbe senso ricevere dei dividendi e pagarci di volta in volta le tasse. Un giovane che vuole un giorno raggiungere la libertà finanziaria dovrebbe innanzitutto concentrarsi sull’accumulare un capitale sufficiente, che possa poi un domani garantirgli il livello di rendita desiderato. Ritirando di volta in volta i dividendi ricevuti, il piano di accumulo rallenterebbe di molto, e farebbe slittare di diversi anni la data di raggiungimento della libertà finanziaria.

Gli ETF a distribuzione possono invece essere usati dall’investitore che vuole semplicemente integrare il proprio stipendio con delle entrate regolari da dividendo, oppure dall’investitore che ha già un buon capitale a disposizione e vuole iniziare a vivere dei propri investimenti, magari lasciando il proprio lavoro da dipendente.

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